5 MARZO 2016, ORE 10.30
Sala Teatrale Let’s Dance
Via XX Settembre 1/A- RE
Spettacolo di Teatro-Danza
a cura della Compagnia Danzability
Drammaturgia e Regia Mirella Gazzotti
Studio del movimento Laura Matano
Federica Formentini, Davide Tagliavini
Elementi di scena Antonella De Nisco
Consulenza drammaturgica Pina Tromellini
Musicista di scena Gabriele Genta
Un progetto Danzability realizzato con il contributo di FCR – Farmacie Comunali Riunite Reggio Emilia e Fondazione per lo Sport Reggio Emilia. Con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia.
La danza contemporanea attiva processi di riuso, oggettivazione e risignificazione.
L’uomo contemporaneo contempla il proprio destino e quello della propria civiltà. Questo cortocircuito temporale è uno dei principali fattori del fascino degli scarti .Lo scarto ci affascina anche per un ulteriore elemento. Esso nasce dall’unione creativa tra uno stato e il suo contrario: la natura e la cultura, come la vita e la morte, la creazione e la distruzione.
Un movimento dall’alto verso il basso, che spinge per leggi naturali, ad un ulteriore movimento: una rinascita in cui si rielabora un nuovo rapporto naturale con il mondo circostante.
Una coesistenza di forze tra loro antagoniste che producono un’unità formale significativa in quanto contiene in sé la spinta a ulteriori processi creativi. La ricchezza della normalità del quotidiano da cogliere in ogni istante.
Incidenze sociali.Nel mondo il giovane cerca di collocarsi in modo originale rispetto agli adulti e ai bambini. Tale collocazione risponde ad una particolare domanda: “chi sono io?”, alla ricerca di una propria identità, di una differenziazione dagli altri, dai bambini, ma soprattutto dagli adulti in cui non si riconosce.
Il rapporto con i genitori è spesso carico di tensioni: se da un lato nel giovane c’è una individuazione, una affermazione di sé come diverso e quindi l’esplicitazione di un bisogno di autonomia dalle figure genitoriali e dal contesto familiare, dall’altro risiede nel profondo un bisogno di appartenenza ed è nell’ambito di questa ambivalenza che egli continuamente sperimenta se stesso. Spesso se il giovane non trova nella famiglia un rapporto comunicativo di comprensione e sostegno che ritrova alternativamente nel gruppo di coetanei per rispondere a propri bisogni.
Emigrazione. Quante esperienze dovranno vivere per trasformarsi negli uomini del futuro, per acquisire conoscenze, per divenire, per essere. Un essere umano acquisisce conoscenza e cultura attraverso un complesso processo, detto appunto di inculturazione, del quale fanno parte sia l’insegnamento, sia l’imitazione, sia l’inferenza dal comportamento degli altri. La conoscenza e la cultura personale procedono dunque attraverso interazione individuale e processo sociale, incrocio che determina l’unicità di ogni essere umano e della propria “Cultura”.
Ma di tutti questi temi, il più importante è quello dell’amore, della speranza vera che ne consegue e che cambia la vita e che continuamente fa rinascere.
Mirella Gazzotti (Regista)

